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Sabato 5 aprile la cerimonia di scopertura della targa dedicata alla Contessa Lara

Dettagli della notizia

Giornalista e poetessa che amava Sestri Levante, dove frequentava molti amici, ma prima di tornare a Roma preferiva terminare le sue vacanze estive nel borgo marinaro di Riva Trigoso, nella semplicità dell’angolo dei pescatori

Data:

01 Aprile 2025

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Descrizione

Sabato 5 aprile alle ore 10 si terrà la cerimonia di scopertura della targa dedicata alla Contessa Lara, pseudonimo di Evelina Cattermole, poetessa e giornalista che amava Sestri Levante, dove frequentava molti amici, ma prima di tornare a Roma preferiva terminare le sue vacanze estive nel borgo marinaro di Riva Trigoso, nella semplicità dell’angolo dei pescatori. La targa sarà collocata infatti a Ponente, nei pressi di “U Cantu”, luogo a lei particolarmente caro, dove visse periodi sereni.

Durante la cerimonia interverrà Mario Dentone, giornalista e scrittore.

"Contessa Lara"

Nata a Firenze nel 1849 da un diplomatico scozzese e una musicista italiana, la Contessa Lara, da giovanissima, frequentò i salotti fiorentini e si distinse come poetessa già a 18 anni con la raccolta “Canti e ghirlande”.

La sua vita fu segnata da perenne inquietudine e amori turbolenti. Sposò il tenente Eugenio Mancini nel 1871, ma lui la tradiva ripetutamente. Quando poi fu lei, fragile, a innamorarsi del giovane amico del marito, Giuseppe Bennati di Baylon, e il marito li scoprì, scacciò la moglie e sfidò a duello l’amante uccidendolo. Da allora Lina, com’era chiamata, gli amici, si dichiarò "vedova Bennati" e fu emarginata dalla società e dalla famiglia.

Rimasta sola e spesso respinta, per trovare di che vivere si dedicò al giornalismo e alla letteratura, e come scrittrice e giornalista diventò un punto di riferimento per le donne dell’epoca, con rubriche di consigli e poesie. Pubblicò con successo “Versi” (1883), e romanzi e novelle, e fu amata e desiderata da molti, in particolare dal poeta Mario Rapisardi e dal giovane intellettuale Giovanni Alfredo Cesaréo, col quale convisse per ben dieci anni prima di essere anche da lui abbandonata.

Negli ultimi anni trovò compagnia nel pittore fallito Giuseppe Pierantoni, che la sfruttò e umiliò. Trascorse le sue ultime estati appunto a Riva Trigoso, dove ricevette spesso la compagnia dei due giovani fratelli Bottini, figli della sua migliore amica, visti crescere fin da bambini. In particolare il maggiore, Ferruccio Bottini, ufficiale di Marina di stanza a La Spezia.
La sua vita fu un susseguirsi di successi letterari e amori infelici, segnata dall’ingiustizia e dai pregiudizi di un’epoca che permetteva ogni libertà agli uomini e condannava comunque le donne.

La produzione letteraria della Contessa Lara è caratterizzata da una ricerca dell’amore eterno e dalla rappresentazione delle sfide legate alla condizione femminile nell’Italia dell’Ottocento. Nonostante le critiche per la semplicità dei suoi versi, le sue opere e la sua attività di giornalista furono apprezzate dal pubblico dell’epoca.

Morì nel 1896, uccisa proprio dal Pierantoni, senza lasciare traccia di sé se non nelle sue poesie e nelle opere di narrativa. Neanche una tomba o una lapide, ebbe, poiché alla sua morte i suoi beni, pur cospicui, sparirono, e il suo corpo fu sepolto in una fossa comune a Roma.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Ultimo aggiornamento: 01/04/2025, 08:38

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